DAZI E MERCATO IMMOBILIARE

da | 3 Apr 2025 | immobiliare, politica | 0 commenti

Per utilizzare un fortunato titolo di un quotidiano americano, è iniziata la world war fee (wwf), la terza guerra mondiale, e questa volta non con l’invasione della Polonia ma con i dazi che Trump ha annunciato urbi et orbi il 2 aprile 2025 e che non hanno risparmiato (quasi) nessuno, da (ex?) alleati storici quali l’Europa (ma anche Taiwan) a nemici ormai esiziali come la Cina.

Il panico si è già diffuso nelle Cancellerie di tutto il mondo e ha contagiato i mercati: mentre io scrivo (la sera del 3 aprile) Wall Street ha bruciato 2000 miliardi, arretrano le criptovalute, il petrolio è in calo, in breve, nessun investimento pare ora salvarsi dalla paura (al limite dell’isterismo) dilagante. Certo, domani o dopo domani ci saranno rimbalzi tecnici e speculazioni, ma ora il mercato è dominato da orsi senza controllo.

Ed ecco quindi la domanda su cui molti si stanno interrogando: cosa accadrà al mercato immobiliare in Italia? Come – e se – il mercato immobiliare sarà colpito dai dazi?

Non mi sottraggo alla sfida (anche questo è il mio lavoro) e – mentre lavoro ad un’analisi più approfondita per gli investitori immobiliari che ho il piacere di assistere come consulente – fornisco in questa sede un abstract ristretto ma che cerca comunque di essere puntuale.

Non posso che partire dalla mia precedente previsione, era inizio gennaio e io auspicavo un anno positivo per il mercato immobiliare, con un incremento di numero di compravendite e prezzi al mq, ovviamente distinzioni in base alla località e anticipando però come (complici anche i possibili dazi, che ipotizzavo potessero essere più selettivi) lo scenario sarebbe potuto peggiorare nella seconda metà dell’anno.

Si deve invece ora prendere atto che gli eventi hanno (spiacevolmente) accelerato, i dazi sono attuali, reali ed indiscriminati e sicuramente avranno un impatto serio (se tutto sarà confermato nelle dimensioni attuali, con l’attuale amministrazione a stelle strisce non ci sono certezze) sull’economia globale ed ovviamente anche su Europa ed Italia.

Sul mercato immobiliare – tuttavia – questo impatto deve essere a mio avviso declinato secondo due diverse prospettive.

Sicuramente una contrazione dell’economia (che ci sarà, inutile nasconderci) determina licenziamenti, meno disponibilità economiche ed in conclusione meno persone che (potenzialmente) possono acquistare casa e permettersi un investimento immobiliare.

Non bisogna però dimenticare che una reazione (europea) ci sarà e non si limiterà (almeno confudo) soltanto a controdazi. I dazi determineranno un aumento dell’inflazione che unita alla crisi economica rappresenta sicuramente una combinazione ai limite del letale ma che imporrà soluzioni decise ed importante.

E queste soluzioni non possono che passare con stimoli all’economia (banalmente e per slogan: addio Green Deal, sì Re Arm, con le conseguenti commesse) e – soprattutto – un ulteriore taglio dei tassi (ricetta classica quando si vuole contenere l’inflazione). E tutti sappiamo e abbiamo ripetuto più volte che il taglio dei tassi è il vero motore del mercato immobiliare.

Certamente l’inflazione impatterà sulle materie prime e questo determinerà aumenti (non banali) per tutto il comparto delle costruzioni e ristrutturazioni. Le case nuove potrebbero addirittura costare di più nel contesto di una bolla che io ho già avuto modo di evidenziare.

Non bisogna nascondere che contrazione del mercato (plausibile, allo stato, soprattutto per la paura diffusa) unita ad aumenti dei costi di costruzione rischiano di essere una vera e propria “mazzata” di difficile gestione per tutti quei cantieri già in difficoltà. Questo fenomeno potrebbe determinare un calo dei prezzi degli immobili o almeno uno stop alla loro crescita, soprattutto nelle piazze – si veda Bologna – dove ormai  le cifre al mq sono inarrivabili per molti.

In conclusione è evidente che ci aspettano mesi complessi e questi mesi complessi riguarderanno anche il mercato immobiliare che subirà – almeno nell’immediato – una contrazione.

Se però l’Europa sarà in grado di adottare immediatamente contromisure che non siano solo di risposta ai dazi ma anche di stimolo all’economia si potrebbe entrare in una fase positiva con una riduzione (provvisoria) dei prezzi poi seguita da una ripresa importante anche in termini di numeri delle compravendita.

In questo momento – più che mai – “cash is king“, ma oltre la speculazione da giornata tutto dipende dalle prossime mosse di Bruxelles.

Fabio Cosenza

Notaio

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